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Che problemi tratta la Terapia Manuale?

La Terapia Manuale essendo l’evoluzione della Fisioterapia tratta tutti i disturbi relativi alle articolazioni del corpo umano ed anche tutti i problemi di perdita della funzionalità successivi a traumi o interventi di chirurgia ortopedica, con necessità di riabilitazione.

 

La Terapia Manuale può trattare l’ernia del disco?

Molti pazienti che soffrono di disturbi dovuti ad ernie discali vengono trattati dalla Terapia Manuale con successo evitando così continue ricadute e possibili futuri interventi chirurgici.

 

Quanto dura un trattamento di Terapia Manuale?

Ogni Terapista Manuale ha una sua personale metodologia, il trattamento dura in genere 45 minuti ed il suo risultato è indipendente dalla durata dello stesso.

 

Quanti trattamenti sono necessari per risolvere il mio problema?

Ogni paziente è un caso a se e richiede un protocollo di trattamenti individuale di durata e frequenza diversa. Ad ogni modo vengono adottate strategie atte a conservare più a lungo possibile i benefici terapeutici e ad evitare le recidive.

 

Soffro di mal di testa e vertigini, la Terapia manuale può aiutarmi?

Mal di testa e vertigini spesso sono il sintomo di un problema cervicale, della articolazione temporo-mandibolare, o il risultato di dolore proveniente dai muscoli, in tal caso la Terapia Manuale rimettendo ordine in questi distretti può aiutare nella risoluzione dei disturbi. Sottoponendosi alla valutazione funzionale fisioterapica, si metterà in luce l’origine di questi sintomi.

 

Ho fatto già diversi cicli di Fisioterapia classica senza risolvere il mio problema, la Terapia Manuale può aiutarmi?

La risoluzione o meno di un disturbo dipende dal ragionamento clinico, e dalla valutazione funzionale che portano ad una corretta diagnosi Fisioterapica, allo scopo di individuare l’origine e la causa meccanica del disturbo; successivamente trattarle in maniera selettiva e differenziale garantisce una maggiore efficacia nel trattamento. Solo il Fisioterapista formato in terapia Manuale ha tutte le competenze necessarie a formulare un corretto ragionamento clinico.

 

Come faccio a riconoscere un vero Fisioterapista?

Attualmente in Italia il Ministero della Salute riconosce come unica figura sanitaria della riabilitazione, abilitata dunque a trattare le relative malattie, la professione di Fisioterapista. Purtroppo esiste un sottobosco molto fitto popolato di falsi fisioterapisti, infatti, non avendo il Fisioterapista stesso un proprio albo professionale, fare una selezione per il paziente è molto difficile. In Italia si diventa Fisioterapisti in Università, frequentando il corso di laurea in Fisioterapia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia , bisogna accertarsi che il sedicente fisioterapista sia in possesso del titolo di laurea specifico. Il vero dottore in Fisioterapia può rilasciare ricevuta sanitaria esente IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n.18, del D.P.R. 633/72, come il medico o le altre professioni sanitarie riconosciute.

 

Come si svolge e quanto dura il primo appuntamento di Terapia Manuale?

In genere il primo appuntamento di valutazione in Terapia Manuale dura 50 minuti e prevede:

  • un accurato esame clinico, fisico e biomeccanico;
  • individuazione origine e causa del disturbo;
  • fissazione obiettivo di recupero (ad opera del paziente);
  • iniziale trattamento ad efficacia controllata;
  • eventuale iniziale correzione delle posture inadeguate;
  • comprensione del disturbo ed educazione alla prevenzione dei fattori aggravanti.

Per saperne di più clicca su questa pagina: “primo appuntamento

 

Soffro di mal di schiena, mi hanno diagnosticato un’ernia al disco e consigliato nuoto o ginnastica posturale.

“Vada a nuotare che le passa il mal di schiena”. Un assioma che dura da vent’anni ma che la ricerca ha messo seriamente in discussione. Recenti autorevoli studi hanno dimostrato che il nuoto non solo non è in grado di curare il mal di schiena, ma in alcuni casi (in presenza di cifosi, lordosi e scoliosi) è anche dannoso e rischia di provocarlo: dal punto di vista posturale il nuoto può indurre un collasso della muscolatura della schiena (essendo praticato in scarico, allena soprattutto la muscolatura degli arti e non della colonna). Non c’è nemmeno una distinzione che salvi uno dei vari stili di nuoto, anzi per alcune patologie come la scoliosi o la spondilolistesi, la rana ed il delfino potrebbero aggravare il mal di schiena o provocare lo scivolamento di una vertebre sotto l’altra. Discorso analogo per la ginnastica così detta posturale o di gruppo (ad es. pilates, ginnastica dolce ecc.), se il mal di schiena è provocato da un’ernia, alcuni movimenti come quelli proposti normalmente nei corsi di ginnastica (come ad esempio inclinare il busto in avanti o tirare le ginocchia al petto da supini - stretching), non aiutano la guarigione dei dischi vertebrali anzi ne peggiorano la degenerazione e possono aumentare il dolore. Non è che lo sport faccia male, anzi, ma in presenza di alcune patologie è bene cercare una cura prima e poi, dopo la guarigione, mantenere lo stato di salute e benessere ottenuto, praticando sport due o tre volte la settimana.

 

Ho una periartrite scapolo-omerale con dolore alla spalla e alla scapola, gli antinfiammatori ormai sono inefficaci e anche il laser non ha funzionato, la Terapia Manuale può aiutarmi?

In genere la fase infiammatoria di un disturbo muscolo articolare dura una settimana, ecco perchè gli antinfiammatori e le terapie strumentali antinfiammatorie come il laser perdono di efficacia dopo tale periodo. Molto spesso la sintomatologia avvertita sulla spalla o sulle scapole, può provenire dalla colonna cervicale, per questo non giova trattare la spalla. La Terapia Manuale consente una corretta diagnosi Fisioterapica con individuazione di origine e causa meccanica del disturbo, e la scelta trattamento più efficace.

 

Cosa è l’evidence based practice (E.B.P)?

L’EBP è un particolare modo di lavorare secondo cui le decisioni terapeutiche devono essere maturate secondo alcuni principi:

  • le migliori evidenze scientifiche disponibili;
  • capacità, competenza ed esperienza clinica;
  • propensione del paziente.

Tali principi ispiratori discendono dalla medicina con il nome di evidence based medicine (E.B.M) e si espandono a tutte le discipline medico sanitarie (in E.B.P), Fisioterapia compresa.

 

Quale innovazione apporta la EBP?

La novità è che la ricerca scientifica assume un ruolo da protagonista con l’approccio EBP in Terapia Manuale, le decisioni terapeutiche non sono più prese unicamente secondo l’esperienza del professionista ma implementate dalle prove di efficacia derivate dalla ricerca, ciò migliora notevolmente efficienza ed efficacia del trattamento.

 

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